Gerusalemme _ Pasqua Ortodossa _ Cristiani
Due anni fa. Gerusalemme.
Le foto sono mie e di Francesca.
E’ il giorno della Pasqua ortodossa, e il S. Sepolcro è pieno di pellegrini di tutte le declinazioni del cristianesimo. Tra i fedeli spiccano i religiosi ortodossi, con i loro vestiti lunghi e la loro faccia assorta, come se non sentissero nemmeno il frastuono che li circonda.
Gerusalemme (o almeno la sua parte antica, rinchiusa tra le vecchie mura) vibra di processioni, in cui regna un’atmosfera sovrannaturale. Due bambine vestite con lunghi abiti bianchi spargono petali di fiori da cesti di vimini, e la folla si dirada ai lati dello stretto vicolo. Mentre un pope dirige i lavori, quattro portantini risalgono le scale scivolose con sulle spalle una struttura sacra intarsiata di fiori, e la folla di fedeli li segue in silenzio.
Gli stretti vicoli della città vecchia esplodono di storie da raccontare, ma i loro simboli spesso appaiono incomprensibili. Come le tappe della via crucis di Cristo, che appaiono e scompaiono nel labirinto di vicoli. Ma, se si riesce a trovare una spiegazione della intricata toponomastica di Gerusalemme, non sempre si riesce a fare altrettanto con le persone che popolano queste vie. Per esempio (come si vede nella destra della foto della V tappa della via Crucis), alcune persone fanno la fila per toccare una pietra incastonata nel muro. E questa cos’è, chiediamo ai signori davanti a noi. Qui è passato Cristo, e si è appoggiato su questa pietra, ci rispondono, e i pellegrini fanno la fila per toccarla.